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In questi periodi sentiamo sovente parlare di siccità, per questo attendiamo la neve in montagna. Ma il termine siccità ha una valenza ben precisa e vorremmo provare ad approfondire, per capire meglio. Una delle definizioni reperibili è la seguente: “Siccità, carenza di piogge e in generale di umidità con l’idea implicita di un’aridità diffusa che induce un senso di assetata desolazione”. Per comprendere appieno il fenomeno, vi segnaliamo un interessante articolo pubblicato da Meteo Svizzera.

Riportando la nostra attenzione su quanto si sta verificando sulle montagne dell’arco alpino, il clima secco del mese di ottobre (a settembre era piovuto diffusamente) e la presenza di forti venti caldi (favonio), hanno determinato condizioni ideali per il diffondersi di incendi, anche di grande entità, la cui causa scatenante è da ricondurre ad attività e comportamenti umani. Ora ferve l’attesa di precipitazioni, sotto forma di neve in montagna e soprattutto di pioggia, al fine di riportare in equilibrio questo panorama alpino quantomai inusuale.

Osservando le interpretazioni dei principalli modelli di previsione meteorologica – vi segnaliamo a tal proposito i siti internet www.nimbus.it , https://www.meteosvizzera.admin.ch , https://www.lineameteo.it/spaghi.php – si possono scorgere segnali incoraggianti in senso pluviometrico a partire dal prossimo fine settimana (4-5 novembre 2017). L’anticiclone potrebbe finalmente lasciare spazio a correnti atlantiche occidentali e sud-occidentali, con le temperature che si riporterebbero sui valori medi del periodo. I risultati di questi cambiamenti dovrebbero essere piogge diffuse e abbastanza consistenti, con neve in montagna a quote superiori ai 1500 – 2000 metri. La neve in montagna, quando cade in novembre, considerate le temperature in abbassamento e le ore di soleggiamento in diminuzione, dura molto a lungo e va a costituire uno strato solido, che scompare definitivamente solo a primavera inoltrata.

Il 2017, sulle Alpi italiane, è stato connotato da alte temperature e prolungati periodi soleggiati. I ghiacciai alpini ne hanno fortemente risentito, perchè tutta la neve in montagna caduta tra febbraio e aprile 2017, si è completamente sciolta nel corso dell’estate, facendo mancare un prezioso strato protettivo per questi ecosistemi di alta montagna. I ghiacciai sono fonte di acqua e di energie rinnovabili, senza dimenticare il ruolo che essi ricoprono insieme al permafrost (strato di ghiaccio profondo) sul fronte della stabilità dei versanti montuosi.

Fatte queste considerazioni, quando volgiamo lo sguardo al cielo, in questo periodo pre-invernale,  proviamo a pensare a tutte queste componenti dell’ecosistema alpino, e non solo allo sci e alle attività outdoor, allo sport, al turismo e al divertimento, perchè la neve e la pioggia sono fattori vitali per gli ambienti in cui le nostre comunità umane vivono e si sviluppano. La loro importanza va oltre lo sci, oltre il turismo e le attività ludico-sportive. Percepire le componenti dell’ambiente in cui viviamo e comprendere il ruolo dei diversi fattori climatici, ci potrebbe aiutare a imboccare la strada di uno sviluppo sostenibile duraturo, percorso che dipende dai comportamenti di ognuno di noi, oltre che dalle macro-scelte dei governi degli stati nazionali.

Ma torniamo al nostro cielo, perchè le tanto attese precipitazioni dei prossimi giorni – ce lo auguriamo – daranno respiro ai ghiacciai e ai bacini idrici, fermeranno la diffusione di vasti incendi, soprattutto in Val di Susa e in Valtellina, forniranno acqua alle pianure del nord Italia, creeranno un primo consistente strato di neve in montagna, alle alte quote delle Alpi; neve che la prossima primavera rappresenterà una preziosa riserva in vista delle caldi estate, che si presentano, in modo ricorrente, nel corso degli ultimi decennni.

La neve, ne siamo felici, sarà anche la Buona Neve di cui ci scriveva, con profonda passione, l’amico giornalista Rolly Marchi, un dono della natura sul quale scivolare con gli sci, grazie al quale ammirare gli sciatori della Coppa del mondo, sulla quale camminare con le ciaspole, nel silenzio dei boschi invernali

… o semplicemente da ammirare, dalla finestra di casa, mentre cade lenta e silenziosa.

foto Beba Schranz, Macugnaga, dicembre 2010