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Tra le notizie di Everestnews, è apparsa recentemente quella concernente il tentativo al tetto del mondo, via colle nord, da parte di un giovane iperteso americano, Ryan Bendixen, in trattamento antiipertensivo. Purtroppo non è arrivato alla meta, per gravi problemi gastrointestinali. Nonostante avesse usato tutte le precauzioni possibili riguardo al cibo e all’acqua (aveva portato anche un filtro e pastiglie per renderla potabile) racconta di non essere mai stato così disturbato a livello intestinale come durante questo viaggio. L’unica cosa buona era la pressione arteriosa!

Il suo viaggio era stato sponsorizzato dalla casa farmaceutica che produce il valsartan, un inibitore recettoriale dell’angiotensina II.

Questo tipo di farmaco, indicato per il controllo della pressione arteriosa, può in teoria offrire delle ottime possibilità per l’alta quota. A tutt’oggi per il trattamento dell’edema polmonare da alta quota si usa la nifedipina, un antiipertensivo che diminuisce la pressione anche a livello dell’arteria polmonare. Analogamente gli inibitori recettoriali dell’angiotensina II agiscono come vasodilatatori, anche a livello dell’arteria polmonare (teoricamente potrebbero trovare indicazione nel trattamento dell’edema polmonare da alta quota, ma non sono mai stati sperimentati a tale scopo). Purtroppo, al di là di alcune misurazioni della pressione arteriosa, tutte normali, non sono al momento state rese note storia clinica dell’iperteso e il dosaggio del farmaco e non è escluso che i disturbi intestinali accusati dal paziente siano un effetto secondario del farmaco stesso.

Quasi tutto è quindi ancora da chiarire riguardo alla possibilità per un iperteso ben controllato dalla terapia di andare in alta quota. Tuttavia sarebbe auspicabile superare alcuni pregiudizi e sperimentare di più in questo campo.









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