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Adagiata in una incantevole conca ai piedi del Monte Bianco, Courmayeur 1.224 m., una delle più importanti stazioni sciistiche europee ha anche una storia molto antica. Già intorno al I secolo a.c. la zona del Trou des Romaines era conosciuta per lo sfruttamento della miniera di quarzo aurifero, intorno al 1337  i Conti di Savoia iniziano lo sfruttamento della miniera di ferro situata in Val Ferret da cui il nome della valle.

Ma sarà dalla seconda metà del XVII secolo, con l’inizio dell’attività termale, che la località diventa celebre per le virtù curative delle sorgenti ferruginose e solfuree del suo territorio. Nasce così il primo albergo su disposizione della Duchessa reggente, che decide di trasformare la torre dei La Court in “Hotel Union” e successivamente la casa dei Carron in “Hotel Ange”, antesignani della qualificata offerta alberghiera odierna. Per quasi un secolo e mezzo le terme costituirono la grande attrattiva dell’aristocrazia piemontese e savoiarda e Courmayeur scoprì così la sua vocazione turistica. Tuttora le SPA Resort di Courmayeur Mont Blanc sono siti ideali per godersi una pausa rilassante dove rigenerarsi attraverso trattamenti speciali a base di prodotti della tradizione valligiana, con miele, uva nera e mele renette, o per immergersi nelle calde acque delle Terme di Pré St. Didier.

Negli ultimi decenni del secolo successivo, spinti da interessi naturalistici e d’avventura, nuovi viaggiatori raggiunsero Courmayeur, siamo all’8 agosto 1786 quando alle ore 18.00, Jacques Balmat e Michel- Gabriel Paccard conquistano la vetta del Monte Bianco, la montagna più alta d’Europa, da allora fu un susseguirsi di imprese coronate da successi ma anche da dolorose tragedie sugli straordinari percorsi di roccia e ghiaccio della grande montagna i cui  numeri più significativi possono essere sintetizzati in: 4.810 metri di altezza, 40 km di lunghezza, 40 cime che superano i 4.000 m., 65 ghiacciai che occupano un’area di 165 km. L’Aiguille Noire de Peuterey 3.772 m., l’Aiguille Blanche de Peuterey 3.112 m., il Mont Maudit 4.465 m., l’Aiguille du Midi 3.842 m., il Dente del Gigante 4.013 m..

L’Ottocento vide crescere il numero degli auberges, via, via sempre più confortevoli, inoltre la frequentazione della famiglia reale e degli esponenti della nobiltà e dell’alta borghesia, resero Courmayeur la più rinomata stazione di soggiorno e di cura del Regno d’Italia nonché centro alpinistico di fama internazionale. Nel 1850 nasce la prima società di Guide di Alta Montagna e nel 1910 viene costituita la Società degli Sciatori.

Sarà però solo nel secondo dopoguerra che grazie alla costruzione dei primi impianti di risalita si trasforma da stazione esclusivamente “mono-stagionale” estiva anche in un centro rinomato di sport invernali. Verso la metà del secolo furono infatti costruite le prime funivie e l’apertura del traforo del Monte Bianco nel luglio 1965 ruppe il secolare isolamento in cui si trovava, il miglioramento del sistema viario favorì lo sviluppo edilizio e la costruzione di nuovi impianti di risalita, fino a raggiungere l’attuale offerta della Courmayeur Mont Blanc Funivie Spa che dispone di 100 km tra pista (39 km) e fuoripista. 18 impianti di risalita che  collegano i due versanti dello Chécrouit e della Val Vény dove la neve è garantita grazie all’innevamento artificiale che copre il 70% del comprensorio. Le tre diverse stazioni di partenza: Courmayeur, Dolonne e Entrèves, conducono alle piste del Chécrouit, che in estate si trasformano in lunghe discese verdi sulle quali fare trekking, prendere il sole o fermarsi a fare il bagno nella piscina alpina riscaldata più alta d’Europa. Ma anche alla pista Internazionale, nota come Bertolini, la Youla e la Gigante. Particolarmente apprezzato dagli sciatori lo snowpark tra la pista del Colle e l’Aretù.

Nei boschi, d’inverno regno indiscusso dei free rider, ci sono un’infinità di sentieri e di percorsi, da fare anche in bicicletta o MTB, che conducono alle pendici delle vette più alte. Le Funivie Monte Bianco invece, sono la società di impianti di risalita che portano, con un dislivello di 2000 metri in 20 minuti, direttamente nel cuore del Massiccio del Monte Bianco, sulla magnifica terrazza del rifugio Torino da cui si può godere una vista a 360° su tutto l’arco alpino: dalla cima del Bianco al Dente del Gigante, lo sguardo si perde tra seracchi e torri granitiche e all’orizzonte i più celebri “4000” d’Europa: il Cervino, il Monte Rosa, la Grivola, il Gran Paradiso.

Nella ski area ci sono oltre venti chalet-ristoranti che propongono un’ottima cucina, dal semplice break al pasto completo. Ma Courmayeur è anche Val Vény, terreno ideale per escursioni estive o per sciare d’inverno su piste e pendii free ride mozzafiato. Val Ferret, oltre 20 km di habitat ideale con golf, itinerari naturalistici e per mountain bike e in inverno uno spettacolare anello di sci di fondo, piste per snowbike o ktrak-bike.  Val Sapin, si trova poco sopra l’abitato del Villair è uno degli angoli più intimi e suggestivi di Courmayeur. Vicino al Torrente dello Tsapy, si diramano molti sentieri che portano sia in Val Ferret, attraverso il Mont de la Saxe, sia verso il Col Liconi e la Testa Bernarda.

La tradizione enogastronomica di Courmayeur Mont Blanc ha una ricca tradizione che nel tempo ha saputo trasformare i semplici ingredienti di montagna in sapori diversi che si possono assaggiare nei numerosi ristoranti del territorio. Tanti i prodotti tipici, dalla fontina al Blue d’Aoste, allo Chevrot du Mont Blanc alla brossa, oppure allo yogurt artigianale prodotto con il latte degli alpeggi. A tavola non possono mancare selvaggina e sughi di carne, formaggi e polenta, sformati di patate, zuppe e affettati a base di prodotti tipici come lo Jambon del Bosses dop o l’ottimo Lardo di Arnad. Tra i primi piatti le tipiche “seuppe” o e le innumerevoli declinazioni della polenta, dalla “concia” alla “carbonade”. Il tutto accompagnato da vini doc della regione, dai bianchi ai rossi la scelta è ampia, e non si può che terminare con un bicchiere di grappa locale o di génépy e del caffè valdostano servito nella tipica grolla di legno.

Per lo “struscio” serale tra le boutique del centro e nella storica via Roma conviene adottare l’atteggiamento che i francesi, grandi viveur, chiamano “flâner”, ovvero girovagare spensieratamente senza una meta precisa tra  negozi di abbigliamento sportivo di alta gamma, dove si possono scovare le firme più prestigiose, outfit raffinati, oggetti di design, gioielli e mille sorprese che creano un originale mix tra tradizione e modernità.

Ma Courmayeur che è natura e montagna è anche tradizione e storia. Passeggiando nel centro è impossibile non notare la Casa delle Guide Alpine, un edificio simbolo, fin da quando nel 1850  hanno dato il via all’avventura dell’alpinismo italiano. Al suo interno si trova il Museo alpino dedicato al Duca degli Abruzzi che ospita una ricca collezione di cimeli, ricordi e strumenti a testimonianza di imprese alpinistiche epiche ma anche del duro lavoro quotidiano delle guide e la nascita del soccorso alpino valdostano. Attrezzature d’epoca, reperti naturalistici, e ricordi delle spedizioni più famose delle guide alpine di Courmayeur. A pochi chilometri dal villaggio si possono invece visitare numerosi castelli e fortezze dal fascino antico. Di particolare bellezza e sfarzo sono il Castello di Fènis, il Castello di Sarre, il Castello Sarriod de la Tour,  il Castello d’Introd,  il Castello Avise e l’imponente Forte di Bard.  “Les Bodochys”, infine sono un gruppo folkloristico che con i loro abiti eleganti ed i loro balli, sono il simbolo di Courmayeur e i custodi della sua tradizione più autentica.

Le tappe precedenti del viaggio di Herno sule Alpi:



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foto: sciare a Courmayeur, di Eleonora Greco