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Interessante e partecipato il convegno ‘Da montagna a montagna. Mobilità e migrazioni interne nelle Alpi italiane nei secoli XVII-XIX’, svoltosi ieri a Macugnaga, nell’ambito della XXII edizione della Fiera di San Bernardo. Il Convegno, presieduto dal giornalista e storico dell’alpinismo Pietro Crivellaro, nonostante abbia trattato problematiche di qualche secolo fa, è stato paradossalmente attuale, evidenziando come, migrazioni e mano d’opera, sono stati e rimangono un fenomeno fisiologico  non inedito, lo si è ben compreso dalle prime due relazioni, quella del professor Pier Paolo Viazzo  dell’Università di Torino, che ha trattato su: Le comunità walser del Monte Rosa tra XVIII e   XIX secolo, e quella del professor  Luigi Lorenzetti dell’Università della Svizzera Italiana “ Lavoro e mobilità  nelle Alpi centrali”.

Il terzo intervento della mattinata è stato quello del professor Marco Cuaz dell’Università della Valle d’Aosta, che ha invece trattato di: ”Barometri, croci e bandiere: usi pubblici  delle Alpi fra Sette e Ottocento”, una relazione curiosa e molto interessante che ha inquadrato il percorso evolutivo della ritualità di piantare bandiere e croci  sulle vette, partendo dalle motivazioni dei salitori di  fine ‘700 che, muniti di barometro, termometro e pentolino per l’acqua, stabilivano così l’altitudine della vetta conquistata, passando attraverso l’eccentricità di alcuni salitori del ‘800 che arrivavano in vetta con la bottiglia di champagne, fino ad arrivare alle bandiere di Casa Savoia dopo l’unità d’Italia, e alla “Guerra tra poteri”, quando i cattolici risposero alle bandiere con le Croci o le statue dei Santi sulle cime d’Italia. 

La seconda sessione, quella pomeridiana, è stata presieduta dallo storico ossolano Gianfranco Bianchetti, e ha trattato di “Piemonte e Valle Anzasca nel Settecento: miniere e maestranze”, durante la quale, la dottoressa Roberta Zanini dell’Università di Torino ha trattato le “Comunità minerarie piemontesi: migrazioni, connessioni, confini”. La dottoressa Valeria Garuzzo del Politecnico di Torino, ha poi relazionato su: “L’ambizioso progetto minerario di  S. B. Nicolis di Robilant per il Piemonte sabaudo, mentre la conclusione della giornata è stata affidata ad  Enrico Camanni ,giornalista, scrittore e storico dell’alpinismo, che ha presentato il libro ”L’oro del Rosa. Le miniere aurifere tra Ossola e Valsesia nel Settecento. Uomini, vicende e strumenti in valle Anzasca” scritto a due mani da Riccardo Cerri e Alessandro Zanni e edito da Zeisciu Centro Studi.