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La Grivel, l’azienda valdostana produttrice di materiale alpinistico e per l’outdoor, investe in energia solare. I lavori sono stati presentati lunedì 9 agosto nella sede dell’azienda ABC company di Verrayes, consociata con quella di Courmayeur.
Sono 7mila i metri quadri di pannelli solari che si sta ultimando di posare sul tetto dello stabilimento di Verrayes. Coprono una superficie pari a quella di un campo da calcio e produrranno tanta energia quanta quella consumata in media da 165 famiglie. Il risparmio di energie da fonti non rinnovabili sarà pari a quello di mille barili di petrolio all'anno e ogni giorno le emissioni di CO2 (anidride carbonica) saranno 687 kg in meno. Tale quantità di CO2 è equivalente a quella prodotta da una macchina a benzina che percorre 5mila km.

In venticinque anni questi pannelli solari dovrebbero produrre 10 milioni 250mila kWh, l'energia equivalente ai fabbisogni di una famiglia per 3600 anni (o a 3600 famiglie per un anno). La Grivel diventa così la prima azienda valdostana che sui cartellini dei suoi prodotti, può abbinare  al “made in Italy” la dicitura "con energia solare". Saranno marchiati in questo modo tutti i prodotti dello stabilimento di Verrayes.

La scelta di investire in questa tecnologia è coerente con la linea che da sempre persegue la famiglia Gobbi, impegnata nella conservazione della natura e dell'ambiente, cui peraltro sono rivolti i prodotti delle due aziende, come già aveva dimostrato sostenendo l'iniziativa del "Termometro del Monte Bianco".  Con questo investimento dà un segnale chiaro e concreto riguardo alla riduzione dell'impatto ambientale della sua produzione.

L'energia solare è stata scelta come fonte di energia rinnovabile sia perché praticamente inesauribile, sia perché il Sole ogni giorno manda sulla Terra tanta energia quanta ne viene consumata dalla popolazione mondiale in un anno. Inoltre con questa tecnologia non si producono scorie, non si richiede manutenzione e non si occupa altro suolo naturale per l’impianto.

A favorire la scelta è stata infine la particolare posizione della fabbrica di Verrayes. I raggi solari cadono infatti in modo da ottimizzare la resa dei pannelli solari,  che recenti studi indicano funzionare al meglio alle temperature non troppo elevate delle regioni alpine. L'investimento ha quindi delle ricadute positive sull'ambiente e contribuirà a preservarlo per le generazioni future. L’investimento nei pannelli solari è ingente e si calcola che si ammortizzerà nel giro di venticinque anni.