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Alagna è posizionata a 1200 m di altitudine lungo il corso del fiume Sesia ai piedi della parete Sud del Monte Rosa e rientra nel territorio protetto del Parco Naturale Alta Valsesia, in Piemonte, il più alto in Europa.

Di antica origine Walser, la popolazione di Alagna giunge in Valsesia da Macugnaga intorno al XIII secolo e da allora ha mantenuto intatte le caratteristiche architettoniche e strutturali del paese. La testimonianza più significativa di questa discendenza sono le tipiche frazioni walser, che si raggiungono dal centro paese con brevi passeggiate lungo mulattiere. Le frazioni, oltre ai toponimi di origine tedesca (Zar Chilchu, Im Grobe, Zar Sogu, Zam Steg, In d’Ekku), conservano anche le caratteristiche abitazioni interamente in legno, con i tetti ricoperti di lastre di pietra grigia, cinte da balconate a graticci, un tempo utilizzate per essiccare la canapa, il fieno e la segale, le viuzze selciate, la fontana pubblica in pietra, il forno per il pane, ciascuna la propria chiesetta e talvolta i mulini consortili. Di particolare interesse è il Walser Museum di Pedemonte, tipica casa Walser del 1600 che racchiude sotto lo stesso tetto abitazione e stalla e che espone costumi, arredi, mobili, attrezzi da lavoro, oggetti in uso nella vita quotidiana che raccontano la storia e la cultura dei Walser. Meritano inoltre un’escursione i sei insediamenti walser della Val d’Otro, raggiungibile con un’ora circa di cammino da Alagna. Sono considerati siti ecomuseali anche le antiche miniere di oro, argento e rame situate a Kreas, il Teatro Ottocentesco e il sentiero per il Passo del Turlo, dal Medioevo via di collegamento tra Alagna, Macugnaga e la Svizzera.

La comunità walser di Alagna Valsesia in festa

La comunità walser di Alagna Valsesia in festa

Da sempre centro turistico di grande attrattiva per escursionisti ed alpinisti provenienti da tutto il mondo, Alagna offre sia percorsi alla portata di tutti, che vie riservate agli alpinisti più esperti; molto praticata in estate è la salita alla Capanna Regina Margherita a quota 4552 m, il rifugio più alto d’Europa. Alagna confina con la Valle d’Aosta tramite il Col d’Olen dal quale si dirama la vallata di Gressoney e con la Svizzera, è attraversata dal fiume Sesia, che forma spettacolari cascate, oltre che dai torrenti Olen e Bors, il cui bacino trae origine dai ghiacciai del Monte Rosa e dai torrenti Mud e Otro che originano dal monte Tagliaferro e dal Corno Bianco. Tutta questa ricchezza di acque fa della val Sesia un vero e proprio Paradiso degli sport fluviali: canoa, kayak, rafting e hydrospeed per i più sportivi, ma per chi ama la tranquillità c’è anche la storica pesca alla mosca, caratteristica di queste rive, tramandata da generazioni nel rispetto della tradizione. La passione per la natura incontaminata del Sesia, le acque limpide e gli scorci suggestivi, hanno fatto si che questi luoghi, nel 2002, Anno Internazionale delle Montagna, siano stati i campi di gara dei Campionati Mondiali di canoa e kayak.

Per chi sogna di volare, di conquistare il cielo, di avvicinarsi alle nuvole e di godere dall’alto  e in piena libertà di quei paesaggi mozzafiato, Alagna offre voli in parapendio con bravi istruttori di supporto. Per chi invece desidera acculturarsi passeggiando, lo può fare attraverso l’Ecomuseo della Valsesia, istituito nel 1999, che si propone di valorizzare il territorio nel suo insieme tutelandone la memoria storica.

Se la natura “selvaggia” ed incontaminata di Alagna è meta di un turismo curioso ed interessato alla vera essenza delle Alpi ed all’affascinante storia del Monte Rosa, la buona cucina locale sa essere il gustoso supporto e conforto nella scoperta di questa vallata. Infatti, nei ristoranti della zona vengono servite tipiche ricette fatte di piatti decisamente sostanziosi, inventati per sfidare l’inverno, come la polenta concia e i capunèt, semplici involtini realizzati con foglie di indivia o verza riempite a loro volta di un trito misto di mortadella, prezzemolo, aglio, cipolla e pane ammollato nel latte, il tutto brasato in burro, un po’ di brodo e vino bianco. Nell’aria pura di questa valle nasce anche la toma valsesiana, tipico formaggio a pasta dura o semimorbida, le cui origini risalgono al periodo romano e di cui gli storici parlano fin dal secolo XI. Ne esistono diverse varietà, sia fresche che stagionate, anche aromatizzate con spezie, aglio e peperoncino o grazie a un particolare tipo di maturazione come nel caso della toma salagnun, lasciata per mesi nel legno. Da non perdere gli straccetti, la mocetta, coscia di camoscio trattata come il prosciutto crudo e servita in fette molto sottili, le patate masarai o l’uberlekke di Alagna, un bollito preparato con diversi tipi di carni salate di animali tipici dei boschi valsesiani, talvolta insaporito con verdure o salame.Tra le altre specialità imperdibile è la turta d’Alagna, un impasto di farina di mais e farina bianca in cui compaiono uova, latte panna, salame, toma, mele e fichi secchi, un abbinamento di sapori insoliti ma caratteristici della cucina valsesiana. E le miacce, che non si sa bene da che parte stanno! Nel senso che è difficile dire se sono dolci o salate. Semplici cialde, sottilissime e croccanti, genuine e così buone che vanno d’accordo con tutto: il miele, il gorgonzola, la marmellate, lo speck, la nutella ma soprattutto con la toma valsesiana.

La cartina delle piste da sci del comprensorio Monterosa Ski

La cartina delle piste da sci del comprensorio Monterosa Ski

Mappa piste sci Monterosa Ski in alta risoluzione

Per quanto riguarda gli sport invernali, Alagna è considerata il centro più rinomato della Valsesia, fa parte di uno dei comprensori sciistici più grandi in Europa, il Monterosa Ski, e grazie ai canalini e alle discese libere che si snodano nella ricercatissima “polvere” ha conquistato il titolo di “Free Ride Paradise”. Da una quota di appena 1.212 metri sul livello del mare, gli impianti di Alagna trasportano i visitatori ai 2.970 metri del Passo dei Salati, punto di collegamento con la parte valdostana del comprensorio Monterosa Ski. Ma, oltre che per lo sci alpino è attrezzata anche per lo snowboard e per lo sci di fondo, i cui percorsi si snodano in un ambiente naturale di grande fascino e purezza e offrono varianti che si adattano sia agli sciatori esperti che ai principianti.

Per chi cerca emozioni a quattro ruote invece, c’è Ice Rosa Ring: 960 m di pista per competizioni mozzafiato ma anche per imparare a guidare in sicurezza su fondi ghiacciati o innevati. Altro brivido lo possono sudcitare le cascate di ghiaccio, numerosissime e incantevoli, che durante l’anno confluiscono nel Sesia e nei torrenti laterali, ma che in inverno si trasformano in sorprendenti colonne ghiacciate che fanno la gioia degli sportivi più avventurosi che non sanno resistere alla tentazione di un’esperienza estrema e coinvolgente come la loro risalita.

Un modo più discreto per vivere l’emozione di un contatto profondo con la natura, sono invece le passeggiate con le racchette sulla neve. Anche se in apparenza sembra molto semplice, è invece un’attività che richiede prudenza, per praticarla è indispensabile informarsi sulle condizioni della neve e del ghiaccio, soprattutto per evitare i rischi delle valanghe, oltre naturalmente essere perfettamente attrezzarti per la pratica di questa attività.

Un ulteriore punto di forza di questo angolo estremo del Piemonte è certamente l’artigianato. L’artigianato della Valsesia infatti, può essere definito decisamente artistico, grazie al talento e alla creatività dei suoi artigiani, figli di una tradizione che ha avuto origine nel XV secolo nel cantiere del Sacro Monte di Varallo. In quel periodo, accanto ai grandi artisti, aveva operato anche un folto gruppo di falegnami, fabbri, vetrai, scalpellini, stuccatori che in seguito hanno saputo tramandare la loro abilità di generazione in generazione, facendo di questa fantasiosa operosità un tratto del carattere valsesiano.

Funivia Freeride Paradise Alagna

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Nel corso dell’800 poi, vennero istituiti degli enti, come la Società d’Incoraggiamento allo Studio del Disegno in Valsesia e la Scuola Barolo, con il laboratorio di scultura in legno, animate dallo scopo di formare i giovani. Alla fine di quel secolo poi, nel 1859, fu fondata, la Società Operaia di Mutuo Soccorso, che ancor oggi è impegnata in prima linea nella tutela e nella valorizzazione dell’artigianato tipico valsesiano. La SOMS gestisce la Bottega dell’Artigianato, punto vendita dei prodotti locali, ha sede a Varallo, garantisce l’autenticità dei manufatti e fa sì che le antiche tecniche, tra cui puncetto, scapin valsesiano, intaglio del legno, terracotta, pirografia vengano tramandate, attraverso l’organizzazione di corsi.

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Le tappe precedenti del viaggio di Herno sulle Alpi: